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La Società di Studi Monastici (S.E.M.) nasce nell’anno 1962 per iniziativa di alcuni monaci specialisti della cultura monastica, con lo scopo di dare consistenza all’attività che andavano svolgendo dal 1958 –la celebrazione annuale di Settimane Monastiche che avevano un chiaro carattere scientifico-, che arrivò a riunire specialisti di tutto il mondo, sia monaci che sacerdoti, religiosi e laici.
In tal modo la Società assunse come caratteristica la promozione della ricerca monastica concretandola in queste Settimane che mantennero la loro periodicità annuale fino al 1968.
Tra gli obiettivi ci fu anche fin dall’inizio il desiderio di ravvivare lo spirito religioso e tentare di far conoscere l’ideale monastico.
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Un mezzo importante in questi inizi fu l’avvio, nel 1963, della pubblicazione della rivista YERMO, che aveva come sottotitolo “Cuadernos de historia y de espiritualidad monásticas”. Tale pubblicazione fu interrotta nel 1980.
La Società dimostrò di essere un’entità viva e presto le sue ricerche presero forma nella nuova aria conciliare. Di conseguenza, la Società intravide nuove necessità e comprese che le fondamenta originarie non dovevano dar luogo a riunioni meramente tecniche o scientifiche, ma dovevano aiutare a fare una lettura del presente e guardare anche, a partire dalla storia, al futuro.
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Questo sguardo in avanti caratterizzò l’Assemblea Generale del 1964, dove si affermò che la Società non doveva ridursi ad approfondire temi storici del passato, ma doveva aprirsi allo studio dei diversi aspetti della tradizione monastica, alla luce dei criteri moderni e del modo di procedere del tempo, sia della Chiesa che della società civile. In quel momento si valorizzò in modo speciale la presenza dei laici, perché questo facilitava lo studio dei temi da punti di vista diversi, interessanti e attuali.
Nell’Assemblea del 1974 si insistette su questo orientamento, segnalando che si doveva dare più spazio, nel futuro, a questioni che in quel momento si ponevano la vita monastica. Questo non significava, e così fu sottolineato, una rinuncia allo studio storico, fonte, in definitiva, di insegnamento permanente per le nostre scelte di fronte alle nuove realtà.
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In questo impegno di essere un canale vivo per rispondere alle necessità del momento, l’Assemblea del 1980 dette una nuova significativa sottolineatura all’affermazione che “oggi è necessario insistere sulla spiritualità, senza che questo sminuisca il valore della storia”. La conseguenza di questa sottolineatura fu che a partire dal 1984 si diede impulso alla partecipazione dei monasteri femminile.
In questa nuova atmosfera, la Società di Studi Monastici avrebbe lavorato negli anni successivi nella ricerca di un equilibrio tra storia e spiritualità,. Si arrivò così all’Assembla Generale dei soci del 2005 nella quale si riaffermò di continuare a mantenere la linea che dava corpo alla Società e alle Settimane Monastiche, rifiutando sia l’opzione meramente scientifica sia quella meramente spirituale.
Alla luce di questo processo è chiaro il desiderio della Società di Studi Monastici di rispondere, nell’oggi, alle sfide del momento, sempre sul fondamento delle sue radici, ma guardando al futuro, per essere capace di continuare a portare, con i mezzi alla sua portata, alle comunità, alla Chiesa e al mondo quello che chiedono oggi alla vita monastica, a partire dalla ricchezza e dalle caratteristiche della sua peculiarità.
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(Nella foto sopra, tavola di pietra, nel luogo chiamato “fuente del botijo”, con la sorgente in fondo, boschetto vicino al Monastero di El Paular, dove si riunirono i cinque monaci incaricati di dare forma alla Società di Studi Monastici nel 1962. Furono: Agustín Sebastián Ruiz, osb; Gracía Colombàs, osb; Justo Pérez de Urbel, osb; Jean Leclerq, osb; Agustín Altisent, osb; Ildefonso Gómez, osb.
Nella foto sotto i partecipanti alla prima Settimana Monastica che si è svolta a Montserrat, nel 1958).
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